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Corridonia - 28 Aprile 2006
Sono passati già più di due anni da quando mi è stato proposto di partire per la Bulgaria e devo dire che la mia vita è veramente cambiata. In realtà tutto è iniziato nel 2003 quando, per la prima volta, decisi di partecipare al campo-servizio in Molise organizzato dall'AC diocesana piuttosto che al campo-scuola. Presi questa decisione perchè sentivo che volevo impegnare la mia estate in modo attivo e alternativo rispetto alla routine dei campi-scuola a cui, fin da piccolo, ero abituato. Mi piaceva capire cosa si prova nel mettersi completamente a disposizione degli altri e ritagliare 10 giorni dalla propria vita per donarli a chi ne ha bisogno. Alla fine di questa esperienza le mie aspettative furono ribaltate: pensavo che avrei dato e invece sono stato io a ricevere molto da questa esperienza!!! Ma allora come sono finito in Bulgaria? Nel 2004 l'AC non portò avanti nessuna proposta di campo-servizio in quanto si stava preparando all'incontro con il papa del 4 Settembre a Montorso. Quindi la mia estate si prospettava "libera". Un giorno rincontrai Marta, che avevo conosciuto l'estate prima al campo-servizio, e mi disse che un frate passionista le aveva fatto la proposta di andare nella sua missione in Bulgaria per vivere un'esperienza di servizio come l'estate precedente. Certo, si può immaginare cosa significava pensare di andare in un paese sconosciuto per un ragazzo che, fino all'anno prima, conosceva solo la realtà parrocchiale: quali difficoltà, cosa fare, chi ci guida? Ma queste domande non affollarono la mia mente che per pochi istanti; infatti, ripensando all'esperienza del Molise, e alla gioia ed entusiasmo che ancora erano presenti in me, presi in in seria considerazione quella proposta. Così, da quella che era una vaga possibilità, ne scaturì un passaparola che portò 14 ragazzi a condividere lo stesso sogno: partire per la Bulgaria!!! Raccontata così potrebbe sembrare che sia stato tutto semplice ma in realtà diversi erano i problemi da affrontare: il gruppo formato era costituito da persone che nemmeno si conoscevano tra loro (il passaparola aveva portato amici e amici degli amici) e sicuramente 3/4 incontri di preparazione non potevano garantire la convivenza; nessuno ci poteva seguire nell'organizzazione e quindi ci trovavamo soli di fronte ad una realtà sconosciuta; nessuno conosceva la lingua bulgara; andare in un paese estero significava anche sostenere una spesa che non tutti potevano permettersi; infine, il problema più grande, convincere la propria famiglia!!! Quanto detto sono i problemi che, giustamente, si è portati a porsi come tali prima di una esperienza come questa. Di fatto, dal 10 Agosto 2004, ogni paura e timore ebbero fine. Finalmente ci trovavamo tutti insieme alla volta della Bulgaria e si prospettavano davanti a noi 10 giorni indimenticabili. Cosa abbiamo fatto? Forse questa è la domanda che è spontaneo porsi a questo punto. La risposta è: niente di speciale!!! Eravamo semplicemente chiamati a condividere il nostro tempo con la comunità di Malcika: giocare con i bambini, visitare gli anziani a casa, confrontarsi con i giovani della nostra età. Tutto questo, nella sua semplicità, ci ha portati a instaurare un rapporto di forte amicizia con i ragazzi di Malcika. Così ritornammo a casa con una grande gioia nel cuore e molti progetti per il futuro.
L'estate successiva non fu scontato tornare in Bulgaria. Ognuno aveva i propri impegni: gli esami universitari, la GMG a Colonia, gli impegni degli educatori AC per preparare i campi-scuola, il lavoro... Solo in 4 riuscimmo a partire! Quella del 2005 fu un'esperienza diversa in quanto siamo stati chiamati a preparare una settimana tipo campo-scuola, per i giovani di Malcika, il cui tema era la Domenica e la celebrazione eucaristica. La giornata prevedeva al mattino l'incontro con i giovani per la catechesi e la condivisione mentre, nel pomeriggio, attività e animazione per i bambini. Rispetto all'esperienza dell'anno precedente, questo è stato un momento di totale condivisione, dai momenti più seri di catechesi e di preghiera, ai momenti di gioia ed allegria delle cene e di tutti gli attimi insieme.
Di questo voglio ringraziare padre Remo, missionario a Malcika, che ha aperto le porte della sua parrocchia, dandoci la sua totale fiducia, e padre Marco che per primo, due anni fa, ci ha fatto quella proposta e senza la quale la mia vita, oggi, non sarebbe la stessa.
A me piace pensare che, quanto raccontato, sia successo quasi per caso: per caso ho scelto di rinunciare al campo-scuola per il campo-servizio, per caso padre Marco fece quella proposta a Marta che per caso rincontrai quel giorno. Per caso quell'anno l'AC non organizzava nessun campo-servizio come per caso superammo i tanti problemi che ci separavano dalla Bulgaria. Per caso abbiamo trovato un missionario cha ci ha accolti a braccia aperte e con il quale abbiamo instaurato un bellissimo rapporto e per caso, io e altri tre ragazzi siamo riusciti a tornare nel 2005 a Malcika nonostante le tante difficoltà. Il caso che ho più volte citato potrebbe essere interpretato come semplice evoluzione dei fatti ma a me piace pensare che Dio abbia scelto per me quale caso realizzare e posso dire che è una sensazione bellissima sentirsi uno strumento nelle mani di Dio.
Visto che ormai la "casualità" è diventata parte integrante della mia vita aggiungo che per caso, ritornato dalla Bulgaria nel 2005, mi è stato proposto di andare in Africa e, convintomi che Dio in qualche modo mi stava chiamando, tre mesi dopo sono partito per Nairobi passando 35 giorni con 31 bambine di un orfanotrofio proprio perchè, guarda caso, in quel periodo le lezioni universitarie erano finite per iniziarmi dopo due mesi.
Spero che, dopo questo poema che ho scritto, sia riuscito a suscitare in voi un minimo di curiosità. L'invito che faccio a tutti, infatti, è di fare almeno una volta nella vita una esperienza di questo tipo. Non so come spiegarlo ma posso assicurare che si tratta di un qualcosa di bellissimo e di indimenticabile, che ti segna profondamente e ti insegna a dare il giusto peso e la giusta considerazione ad ogni cosa. Vi posso assicurare che ogni volta che ripenso a queste esperienze ho il sorriso sulle labbra, lo ho avuto scrivendo queste righe e lo ho tuttora. Ho sottolineato più volte i problemi incontrati. Questo perchè è normale avere dei dubbi e delle paure ma, una volta fatta un'esperienza del genere, ci si rende conto che quel che si pensava qualcosa di insuperabile non era che un piccolo passo verso una gioia grandissima. Massimiliano |